Entro la fine di settembre YouTube ha annunciato feed tematici, TikTok nuovi formati di commento, tra cui quelli vocali, e Meta ha presentato un abbonamento a pagamento e strumenti per le aziende. Tuttavia, nelle fonti verificate non ci sono conferme di una significativa ricalibrazione degli algoritmi di queste piattaforme a settembre.
Le novità più evidenti riguardano l’interfaccia e le possibilità di visibilità e partecipazione. YouTube promette di offrire agli spettatori più modi per organizzare i consigliati; TikTok amplia le possibilità di interazione sotto i video; Meta separa alcune funzioni aggiuntive di IG tramite abbonamenti. Nessuno di questi cambiamenti, però, spiega perché un determinato video venga consigliato o perché un account sia stato limitato. Nell’archivio ufficiale di Telegram consultato per questa panoramica non è stato trovato alcun rilascio di settembre confermato.
La panoramica copre il 29 settembre 2026 incluso. Nell’articolo si distinguono gli annunci, i lanci già avviati e i racconti degli utenti: non sono la stessa cosa.
YouTube: più modi per impostare il percorso verso i consigliati
Il 23 settembre, durante l’evento Made on YouTube, l’azienda ha annunciato Custom Feeds, feed tematici che gli utenti potranno creare con richieste come «documentari per la serata» o «nuovi creator sul fai-da-te». Questi feed potranno essere salvati; secondo l’azienda, i consigli al loro interno si aggiorneranno automaticamente. Al momento dell’annuncio la funzione non era ancora disponibile: YouTube ha comunicato che sarebbe arrivata «presto» per gli utenti negli Stati Uniti su web, dispositivi mobili e televisori. I dettagli sono riportati nell’annuncio delle nuove funzioni per gli spettatori.
L’idea cambia il punto di accesso ai consigliati: lo spettatore indica un interesse o uno stato d’animo e la piattaforma crea un flusso tematico. Questo può dare più controllo sull’organizzazione della visione, ma non sulla formula di classificazione in sé. Nell’annuncio YouTube non spiega esattamente come verranno selezionati i video per ciascun feed.
L’azienda ha presentato anche l’estensione Ask YouTube, per fare domande durante la visione e cercare prodotti, e ha annunciato strumenti per i creator in YouTube Studio, tra cui Ask Studio. Alcune funzioni sono descritte come future, quindi non si può considerare che tutti gli annunci siano già disponibili. YouTube ha illustrato i piani per i creator in un annuncio separato.
Un’altra novità riguarda i video brevi: Shorts Series permette ai creator di raggruppare gli Shorts per stagioni ed episodi. YouTube ha comunicato di aver avviato il rilascio della funzione il 23 settembre su web, dispositivi mobili e televisori. Secondo i dati della stessa piattaforma, nel primo semestre del 2026 le micro-dramedy su YouTube hanno totalizzato oltre 6,5 miliardi di visualizzazioni e il tempo di visione è cresciuto di oltre il 50% su base annua. Sono dati aziendali, non verificati da un audit indipendente. L’azienda collega la serializzazione degli Shorts allo sviluppo dei contenuti a episodi; i dettagli sono pubblicati nell’annuncio di Shorts Series e delle funzioni per TV.
Cosa significa per l’algoritmo? Non che YouTube abbia annunciato una nuova formula per i consigliati. Custom Feeds è un nuovo modo di impostare un tema e ottenere un flusso tematico. Resta una differenza sostanziale tra «scelgo quale feed aprire» e «so perché il sistema mi ha mostrato proprio questo video».
IG: abbonamento, assistente per le aziende ed etichette IA sono storie diverse
Il 15 settembre Meta ha presentato Meta One, una linea di abbonamenti con piani per utenti comuni, creator e aziende. Tra le funzioni citate per IG Plus ci sono caratteri personalizzabili nelle Storie e nei messaggi, notifiche sulle visualizzazioni delle Storie da parte di persone specifiche e l’anteprima dei messaggi. Meta ha dichiarato che gli abbonamenti saranno introdotti gradualmente e che le funzionalità di base delle app resteranno gratuite. L’azienda ha inoltre precisato che piani, funzioni, prezzi e disponibilità possono variare in base a regioni, app e account. È quanto afferma Meta, non una valutazione indipendente dell’abbonamento o del suo impatto sulla copertura; i dettagli sono descritti nell’annuncio di Meta One.
L’abbonamento può modificare la gamma di strumenti e la comodità d’uso, ma da solo non dimostra che gli account a pagamento abbiano un vantaggio nei consigliati. Nell’annuncio Meta non fa una promessa del genere.
Il 29 settembre Meta ha annunciato Muse for Small Business, una versione del suo assistente IA per le piccole imprese. Secondo l’azienda, Muse potrà collegarsi, tra le altre cose, agli account professionali IG e agli strumenti aziendali; la pubblicazione di contenuti, l’invio di messaggi e la spesa di denaro dovranno essere approvati dall’utente. È una descrizione delle funzionalità fornita da Meta, non una verifica indipendente del funzionamento del prodotto o una prova della sua ampia disponibilità. L’azienda ha presentato il progetto nell’annuncio di Muse per le piccole imprese.
È facile associare per errore alle notizie di settembre la regola di IG sui profili IA, ma era stata annunciata il 31 agosto. IG sta cambiando il nome dell’etichetta «AI creator» in «AI-generated profile» e, secondo l’articolo di TechCrunch che riporta quanto dichiarato dalla piattaforma, potrebbe limitare la copertura dei profili in cui un personaggio artificiale non è indicato come generato dall’IA. La regola riguarda i profili costruiti attorno a un personaggio del genere, non automaticamente qualsiasi foto, didascalia o illustrazione creata o modificata con l’IA. La data e l’ambito della regola sono descritti nell’articolo di TechCrunch.
Queste tre storie riguardano questioni diverse: funzioni a pagamento, automazione delle attività aziendali e dichiarazione dell’identità artificiale. Non ci sono elementi per ricondurle a un «nuovo algoritmo di IG». La regola sui profili IA riguarda l’etichettatura e la possibile limitazione della copertura di una specifica categoria di account, non conferma un cambiamento generale della classificazione.
TikTok: il commento diventa parte del contenuto stesso
Il 3 settembre TikTok ha annunciato commenti vocali fino a 60 secondi, sondaggi, caroselli di foto e commenti con Live Photo. L’azienda li ha presentati come nuovi modi per rispondere ai video: non solo con il testo, ma anche con la voce, le immagini o un voto. Nell’annuncio di TikTok sui nuovi formati di commento si legge anche che sulla piattaforma vengono pubblicati oltre 1,7 miliardi di commenti al giorno. È una cifra fornita dall’azienda stessa, non una misurazione verificata in modo indipendente.
La novità è interessante non come suggerimento per ottenere più visibilità, ma come ampliamento delle forme di partecipazione. Un commento può proseguire una battuta, mostrare un esempio o dare un tono alla discussione. La comparsa di nuovi formati di commento non significa però che TikTok abbia annunciato cambiamenti nei consigliati For You. Nei materiali verificati non c’è conferma di una ricalibrazione di questo sistema a settembre.
Anche le panoramiche sulle tendenze richiedono cautela. Per esempio, il report del 24 settembre di Vogue Business descriveva video autunnali con selezioni di felpe con cappuccio e abbigliamento, oltre all’interesse per prodotti accessibili e marchi specifici. Si tratta di un’osservazione editoriale su temi circoscritti, non di un quadro universale di ciò che gli utenti di TikTok guardavano in tutti i Paesi.
È più corretto parlare di una specifica modifica del prodotto: TikTok amplia i commenti come spazio di interazione. Se i nuovi formati renderanno le discussioni più ricche o intensificheranno la competizione per l’attenzione è una questione a parte, a cui l’annuncio non dà risposta.
Telegram: un aggiornamento di agosto non diventa di settembre
Nel blog ufficiale di Telegram, l’ultimo rilascio chiaramente datato trovato durante la verifica era l’aggiornamento del 25 agosto: messaggi di benvenuto, pulsanti nei messaggi, documenti incorporati e regali firmati. Il rilascio precedente nell’archivio è datato luglio. È possibile verificarlo nell’archivio degli aggiornamenti di Telegram.
La conclusione è limitata all’archivio ufficiale consultato: non vi è stato trovato alcun rilascio di settembre confermato. Questo non dimostra che Telegram non abbia cambiato proprio nulla: potrebbero esserci stati test, modifiche graduali o aggiornamenti non riportati nell’elenco. Ma sarebbe scorretto includere le funzioni di agosto in una rassegna di settembre o attribuire al servizio di messaggistica un rilascio non confermato.
Blocchi su IG: ci sono segnalazioni, ma la portata non è accertata
A settembre gli utenti di Reddit hanno pubblicato segnalazioni di account sospesi, attesa di risposta a un ricorso e ripristino dell’accesso. Questi post testimoniano le esperienze di singole persone, ma non sono statistiche né conferme delle ragioni di ogni decisione.
Per esempio, l’autore di un post sulla sospensione di un account il 25 settembre ha raccontato di avere circa 10.000 follower e di non aver ricevuto risposta al ricorso per diversi giorni. Un altro utente ha riferito che i suoi account erano stati ripristinati dopo aver presentato un ricorso. I partecipanti a una discussione su una presunta «ondata» di blocchi si sono chiesti se esistesse davvero. Sono racconti personali e discussioni di una comunità, non prove di una campagna centralizzata o di un errore tecnico generale.
Un contesto precedente è fornito dalle conclusioni del Consiglio di sorveglianza di Meta sulla trasparenza e sul giusto procedimento nei blocchi, riprese da TechCrunch a giugno. L’articolo riguarda questioni procedurali generali, non i singoli casi di settembre. Non stabilisce né il numero di blocchi a settembre, né la percentuale di decisioni errate, né un legame tra le segnalazioni e la nuova regola sui profili IA. TechCrunch ha riportato le conclusioni del Consiglio.
La formulazione corretta è quindi questa: a settembre sono state pubblicate segnalazioni di sospensioni e ricorsi, ma nelle fonti verificate non ci sono statistiche confermate su un’ondata di massa. Le testimonianze disponibili non consentono di stabilirne la portata complessiva, una causa comune o la percentuale di blocchi errati.
Più impostazioni non significano più trasparenza
I cambiamenti di settembre non compongono un’unica storia su un «nuovo algoritmo». YouTube ha annunciato feed tematici e ha iniziato a distribuire la serializzazione degli Shorts. IG ha presentato funzioni in abbonamento e strumenti per le aziende, mentre la regola sull’etichettatura dei profili IA era stata annunciata prima dell’inizio di settembre. TikTok ha ampliato i formati di commento. Nell’archivio ufficiale di Telegram consultato non è stato trovato alcun rilascio di settembre confermato.
Il filo conduttore è l’introduzione di nuovi modi per organizzare la visione e partecipare. Agli spettatori viene proposto di impostare il tema di un feed, ai creator di raggruppare gli Shorts in serie e agli utenti di TikTok di rispondere anche senza usare il testo. Ma questi cambiamenti non spiegano perché un video abbia più visibilità di un altro, come vengono applicate le limitazioni o perché un determinato account sia stato bloccato.
Le piattaforme illustrano nei dettagli le nuove funzioni; le regole interne che distribuiscono l’attenzione restano molto meno osservabili. Perciò le affermazioni su una ricalibrazione dell’algoritmo o su blocchi di massa richiedono prove specifiche, che nei materiali verificati di settembre non sono state trovate.