Il 23 ottobre 2026 OpenAI ha annunciato Scheduled Automations per Agents API. La funzione consente di avviare le attività di un agente secondo una pianificazione cron o a un orario prestabilito; se lo strumento automations è attivo, l’agente può anche pianificare autonomamente il lavoro successivo. L’annuncio è stato pubblicato nella community degli sviluppatori OpenAI; i dettagli di implementazione sono disponibili nella documentazione di Scheduled Automations.

Per le applicazioni, questa novità aggiunge una pianificazione permanente a un’API in cui l’agente opera tramite sessioni che conservano configurazione e contesto. I team possono affidare più facilmente all’agente controlli ricorrenti o promemoria differiti, senza dover organizzare ogni attivazione come un avvio manuale separato.
Come funziona l’avvio
La pianificazione specifica la sessione di destinazione e l’orario di consegna dell’attività. Per le esecuzioni periodiche, lo sviluppatore indica un’espressione cron e un fuso orario IANA, per esempio America/New_York. Per un’esecuzione singola, si specifica un timestamp Unix futuro in secondi.
L’attività può creare una nuova sessione a ogni esecuzione oppure proseguire in una sessione esistente. La prima opzione è adatta alle operazioni ricorrenti indipendenti; la seconda conserva il contesto precedente della sessione. Dopo la creazione, la pianificazione assume lo stato active, ma l’attività viene avviata all’orario stabilito: la creazione non la esegue immediatamente.
È inoltre possibile fornire all’agente lo strumento automations. In tal caso, l’agente può pianificare un controllo successivo nell’ambito della sessione corrente. Questa opzione è utile per il lavoro articolato in più fasi, in cui l’avvio successivo dipende dal risultato del precedente, per esempio per controllare periodicamente lo stato di un’attività.
La consegna dell’attività è una fase distinta dalla sua esecuzione
Ogni esecuzione crea un’invocation, cioè un record del tentativo di consegnare l’attività alla sessione di destinazione. Lo sviluppatore può controllare lo stato dell’invocazione e l’identificatore della sessione. Se la sessione è occupata, l’attività resta in attesa; il fatto che la sessione riceva l’attività non significa che l’agente abbia terminato il lavoro. L’avanzamento e il risultato si monitorano separatamente tramite gli eventi della sessione, come spiega la documentazione su invocazioni e risultati.
In pratica, conviene organizzare il monitoraggio attorno a due stati: se la pianificazione ha raggiunto la sessione e se la sessione ha completato l’attività. Per i processi periodici è utile conservare l’identificatore della pianificazione e collegarlo alla cronologia delle esecuzioni, così da individuare quelle mancate e analizzare i tentativi non riusciti.
Cosa verificare prima dell’implementazione
- Fuso orario. Specificatelo esplicitamente e verificate come gli orari pianificati interagiscono con il passaggio all’ora legale o solare nella zona scelta.
- Tipo di sessione. Usate una sessione nuova per esecuzioni indipendenti e una esistente quando l’attività richiede il contesto precedente.
- Coda e risultato. Tenete conto del fatto che una sessione occupata può ritardare la consegna e che la presa in carico dell’attività non ne implica il completamento.
- Gestione della pianificazione. L’API prevede la creazione, l’aggiornamento, la sospensione, la ripresa e l’eliminazione delle pianificazioni; dopo aver modificato la configurazione, verificate le esecuzioni future.
Scheduled Automations aggiunge ad Agents API pianificazioni gestibili: ogni esecuzione può essere associata a una sessione e monitorata separatamente. In fase di implementazione, gli sviluppatori devono decidere quando l’esecuzione necessita del contesto accumulato e controllare sia la consegna sia il risultato dell’attività.