Il 2 ottobre 2026 Cloudflare ha presentato Web Search API tramite AI Gateway, un’interfaccia di ricerca web per agenti e applicazioni di IA. Al lancio, l’azienda ha integrato Ceramic.ai, Exa e Linkup. La documentazione introduttiva ufficiale, verificata l’8 ottobre e aggiornata il 2 ottobre, indica che il prodotto è in beta pubblica.

Per gli sviluppatori, il cambiamento principale è la possibilità di aggiungere la ricerca a un flusso di lavoro esistente con i modelli. Secondo la descrizione dell’integrazione con AI Gateway, le richieste di ricerca condividono con quelle ai modelli registri, analisi, fatturazione e controlli di accesso. In questo modo la ricerca può essere considerata una fase distinta e monitorabile nell’esecuzione di un compito da parte di un agente.
Perché a un agente serve una ricerca web
Nell’annuncio di Cloudflare viene presentato un problema pratico: un agente può indovinare l’indirizzo di una pagina e poi ricevere un errore 404 quando invia una richiesta all’URL sbagliato. Uno strumento di ricerca offre un percorso alternativo: formulare una query, ottenere gli indirizzi di contenuti pertinenti e usare le informazioni trovate per preparare una risposta.
Un secondo scenario riguarda le novità successive all’addestramento del modello. Cloudflare cita in particolare gli eventi recenti, le API soggette a modifiche e le nuove versioni degli strumenti. Per un agente che aiuta a scrivere codice, può essere utile cercare la documentazione relativa a una versione specifica di una libreria o a un parametro introdotto di recente. In questo processo, la ricerca fornisce materiale di contesto e l’applicazione decide quali risultati passare al modello.
Un suggerimento pratico per il team: conservate l’URL e la query insieme al frammento trovato. Così, quando si verifica una risposta, è possibile risalire al materiale su cui si è basato l’agente. Per le attività che riguardano le versioni, è inoltre utile includere esplicitamente nella query il nome del prodotto e la versione desiderata.
Come integrare la nuova API
La documentazione descrive due modalità di chiamata: l’API REST da un backend esterno e un binding AI all’interno di Cloudflare Workers. Il provider si seleziona tramite il parametro provider. Tutti e tre i servizi restituiscono risultati in un formato comune, con titoli, URL e descrizioni. Questo semplifica il cambio di provider nella fase in cui l’applicazione elabora la risposta.
Il formato unificato è utile per creare un adattatore personalizzato per lo strumento di ricerca. Il suo compito è ricevere la query dell’agente, chiamare il provider scelto e passare al modello i risultati selezionati. A livello applicativo, conviene decidere separatamente quando è sufficiente la descrizione mostrata nei risultati e quando invece occorre aprire la pagina trovata e verificare un’affermazione specifica.
Gli strumenti server integrati di AI Gateway sono indicati come una funzionalità futura nell’annuncio del lancio. Cloudflare afferma che la ricerca web sarà uno dei primi strumenti di questo tipo. Lo scenario mostrato al lancio prevede un’orchestrazione personalizzata: gestire la chiamata allo strumento e passare la risposta della ricerca alla richiesta successiva al modello.
Quali condizioni sono state confermate
Secondo le condizioni di pagamento indicate nella documentazione, le richieste possono essere pagate con i crediti AI Gateway al prezzo API pubblico del provider corrispondente, senza sovrapprezzi aggiuntivi da parte di Cloudflare. È supportata anche l’opzione Bring Your Own Key, che consente di usare la propria chiave API del provider di ricerca. Se si sceglie questa modalità, il team dovrebbe stabilire in anticipo dove monitorare i consumi e verificare gli addebiti.
Nell’annuncio e nella pagina introduttiva verificati non sono indicate tariffe precise né quote numeriche di richieste. È quindi opportuno stimare il budget dell’integrazione dopo aver verificato il piano tariffario del provider scelto. I test di accettazione possono basarsi sulle esigenze specifiche: percentuale di fonti pertinenti, tempo di risposta, numero di richieste di ricerca per incarico completato e gestione degli errori.
Un altro aspetto riguarda la conservazione dei dati. Nella descrizione della Zero Data Retention, Cloudflare promette di indicare i partner che supportano ZDR. Per uno specifico percorso di ricerca, è necessario verificare separatamente le condizioni di conservazione del provider e le impostazioni dei registri di AI Gateway: l’annuncio conferma anche che le richieste di ricerca vengono registrate nel sistema di osservabilità.
I provider si impegnano inoltre a rispettare i requisiti di Cloudflare per i Verified Bot: identificare i propri bot, tenere conto di robots.txt e delle direttive di scansione, mantenere una frequenza ragionevole delle richieste e rispettare le preferenze dei proprietari dei siti. La panoramica di Web Search API conferma che ogni risultato deve includere un link alla fonte.
Per gli sviluppatori, il lancio offre un punto di integrazione chiaro per aggiungere la ricerca web a un agente e un sistema comune per monitorarne l’utilizzo. Per iniziare la valutazione, conviene usare un piccolo insieme di attività reali, selezionare esplicitamente un provider e conservare i link nelle risposte. Sono proprio queste decisioni a determinare quanto i contenuti trovati aiuteranno l’applicazione a svolgere attività concrete.